Di passaggio a San Giorgio Jonico, per tenere uno stage di danza Jazz, il nuovo beniamino delle ragazze, Klajdi Selimi ha lasciato il segno nel cuore dei 40 partecipanti.
Lo stage, organizzato dalla nostra Associazione, si è tenuto presso la Palestra comunale della Scuola elementare “Nesca”, che è stata magistralmente approntata, per l’occasione, dal Sig.re Lillino Jacca. Alle ore 15.00, incominciavano ad arrivare i primi allievi, accompagnati dai genitori; intanto la ruota dell’organizzazione si era già messa in movimento per l’accoglienza e la buona riuscita dello stage. L’elenco dei partecipanti era completo, le amplificazioni montate, il pubblico d’uditori pronti dietro le transenne per accoglierlo, mancava solo “Lui” e gli allievi, seduti a terra che si scaldavano, con le bandane in testa, strepitavano per l’attesa e mi chiedevano: ma quando arriva? Poi finalmente alle ore 15.45 vediamo entrare, dalla porta secondaria, Klajdi con la maglia nera, i jeans, con la sua inseparabile bandana e la borsa di Amici. Dapprima, ringrazia i presenti per gli applausi, con il suo consueto inchino, poi saluta tutti gli allievi uno ad uno, compiacendosi nel vedere la maggior parte di loro con le bandane, ed infine si reca nello spogliatoio per prepararsi.
L’ansia cresce e diventa snervante; qualche problema con il microfono, superato, e s’incomincia. Riscaldamento, stretching e coreografia sul brano “You oughta Know”. Nonostante l’intervento al ginocchio avuto circa 15 giorni fa, Klajdi ci ha offerto 75 minuti di spettacolo, con una coreografia bella e difficile, anche se i nostri partecipanti, tutti preparatissimi, non sono stati da meno e lo hanno seguito “passo per passo”.
“Mi è piaciuto subito lo spirito e la grinta con cui hanno affrontato la coreografia molto difficile, tanto che ho voluto premiare due allieve con i diplomi di merito”; questa la risposta di Klajdi alla mia domanda sulla preparazione artistica degli allievi. A fine stage, i genitori, impazienti nel voler scattare la classica foto della figlia con l’artista, sono stati accontentati e mentre Klajdi consegnava gli attestati, i flash si susseguivano uno dietro l’altro.
Ma come se non bastasse, Klajdi ha voluto ricevere tutti gli allievi uno ad uno, consegnando la sua cartolina con autografo, concedendosi ancora per qualche altro scatto fotografico e qualche consiglio.
I diplomi di merito sono andati a: FEDERICA STOPAR e VALENTINA LINOCI, la prima meritevole per l’impegno artistico, la seconda, per la bravura, pur essendo la più piccola allieva.
Terminato lo stage, nonostante il caldo afoso, la stanchezza del viaggio in macchina affrontato la mattina, Klajdi mi concede una breve intervista.
Quali sono i ricordi più belli e più tristi di “Amici”?
Sicuramente il compiacimento nel vedere il mio nome in prima posizione in classifica e sapere che la gente mi apprezzava per il mio modo di essere, il mio talento e la versatilità artistica; quelle tristi non ricordo, le ho già cancellate!
Che effetto ti fa essere l’idolo di tante ragazze che ti assalgono per gli autografi e le foto?
Mi da una gran gioia e soddisfazione, sono molto contento se faccio loro contenti; ci tengo a compiacere un po’ tutti perché mi hanno sempre sostenuto ed incoraggiato durante la trasmissione, e continuano a farlo nei miei spettacoli.
Quali sono i pregi ed i difetti di Klajdi?
La testardaggine è un mio pregio e difetto, oltre che l’obbiettività: quando persisto su un’idea, non c’è nessuno che possa farmi cambiare; con il mio carattere determinato e l’amore per la danza sono riuscito a farmi apprezzare dal pubblico e sono arrivato ad essere Klajdi.
C’è un mito della danza cui t’ispiri?
Rudolf Nurejev, ballerino mondiale scomparso nel 1993. Noi, generazioni della seconda metà del novecento, abbiamo avuto la fortuna di convivere con la persona che ha rappresentato l'essenza stessa della danza. Qualsiasi persona conosce, anche solo di nome, il gran danzatore scomparso. La sua vita così difficile e nello stesso tempo così luminosa ha fatto di Lui una leggenda. È per questo motivo che è diventato il mio idolo.
Che consigli daresti ad un ballerino che vorrebbe diventare famoso?
È importante scegliere bene la scuola o l’insegnante che possa prepararti artisticamente per le audizioni, allenarsi con molta concentrazione, grandi sacrifici e la fortuna di partecipare ad “Amici”.
Qual è stata la tua prima impressione di San Giorgio?
Venendo verso il paese, ho visto il mare, mia passione che mi da tranquillità, e già me ne sono innamorato; le stradine piccole e le viuzze, mi ricordano tanto quelle di Tirana, suscitandomi un po’ di malinconia. Poi mi hanno raccontato la storia del paese, legata al condottiero Skanderbeg e mi sono sentito come in Albania.
Qual è il significato della tua bandana?
È legata alla cultura Hip Hop, chi la segue porta sempre la bandana, anche se io ho infranto un pò le leggi nel ballare la danza classica con la bandana; in ogni modo, ad oggi fa parte del mio modo di essere e del mio look.
Nel salutarmi, si complimenta per il giornale Armonia e manda a tutti i lettori la sua cartolina con autografo. È stata un’intervista breve ma piacevole, Klajdi è una persona disponibile, altruista, sincera e buona.
Nostalgia o rimpianto per non esserci stato? Niente paura, Klajdi sarà di nuovo a San Giorgio, probabilmente entro la fine dell’anno.
Sono previste altre manifestazioni ed anche una settimana di stage con esibizione finale pubblica di tutti gli allievi partecipanti.
Un ringraziamento particolare va alla Tenuta Montefusco, sponsor ufficiale che ha anche ospitato l’artista, al Comune di San Giorgio per la concessione della Palestra Nesca, ed a tutti gli sponsor che hanno contribuito alla pubblicità dell’evento.
Eleonora Arnesano
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