Nell’ultima settimana di agosto si sono svolti i Campionati Mondiali di Pattinaggio-Corsa a Suzhou, splendida metropoli cinese non molto distante da Shanghai e meglio conosciuta come la “Venezia dell’Asia”, la Nazionale Italiana ha conquistato diverse medaglie, tra cui le due d’oro del nostro Gregory Duggento che ha anche ritoccato il suo stesso record sui 200 metri su strada, percorsi nell’incredibile tempo di 16,450. Gregory, all’'anagrafe Gregorio, pur essendo nato a Cistemino, è in realtà manduriano al 100% anche se, da qualche tempo, tale percentuale é un po’ in calo visto che sempre piú spesso lo si puó incontrare nelle strade della nostra cittadina ed, in particolare, ogni martedi, giovedi e sabato pomeriggio nel pattinodromo di via Giotto, dove allena gli atleti della “"Pattinatori Speedy Gonzales”, nuova società di pattinaggio di Massimo Campo e Cinzia Frascella. Ha cominciato a pattinare prima ancora di aver compiuto i cinque anni, seguendo la passione del fratello maggiore Cosimo, anch’egli campione a livello europeo, ed ha collezionato molteplici successi grazie anche all’appoggio morale e soprattutto economico di papà Giuseppe e di mamma Giuseppina Dimagli, nonchè alla dedizione e competenza dei suoi allenatori, da Armando Ariano del “Gruppo Rotellistico Manduria” a Mario Miconi del “Centro Polisportivo Giovanile
Aquilano”, per citarne soltanto il primo e l’'ultimo in ordine di tempo.
Soprannominato da un giornalista colombiano “figlio del vento”, Gregory, nonostante possa vantare un ricchissimo palmares in cui i 10 titoli mondiali ed i 4 record assoluti non sono che la punta di un iceberg fatto di innumerevoli vittorie in campo italiano ed internazionale, è un ragazzo di 25 anni molto semplice, caparbio, determinato e di una serietà tale che lo rendono campione di vita prima ancora che dello sport, un ragazzo tutto d’un pezzo... mi verrebbe da dire ... “d’oro”.
Se vi recherete presso il nostro pattinodromo, lo potrete riconoscere con facilità soltanto quando avrà indossato i pattini e comincerà a girare in pista con la massima disinvoltura e naturalezza, altrimenti vi risulterá difficile individuarlo in mezzo agli altri, se non per i suoi bellissimi e vistosi occhiali da sole “Oakley”. Con la naturalezza, gentilezza e massima educazione che lo contraddistingue, mi ha concesso l’onore della sua prima intervista da quando è a San Giorgio.
Complimenti “Greg” quali erano le tue aspettative prima di partire per Suzhou (a proposito,
come si pronuncia)?br>
Ti ringrazio molto... Innanzitutto ogni qual volta parto per un Campionato del Mondo, cerco di dare sempre il meglio di me stesso curando in modo meticoloso la preparazione nel corso di tutto l’anno sportivo, adeguandola agli obiettivi prefissati che, per Suzhou (i cinesi dicono “Suciou”), erano di ritoccare il mio record sui 200 metri su strada, ma soprattutto di riprendermi il titolo sui 300 metri su pista. Sapevo di avere ottime chance sul circuito stradale che si presentava molto veloce, mentre la pista completamente piana, cioé senza le consuete curve sopraelevate, mi ha richiesto un apposito programma di allenamenti volto ad affinare la tecnica mediante specifici esercizi sulle curve piatte, tralasciando un pochino il lavoro in palestra.A consuntivo sono molto soddisfatto di tutta l’annata sportiva visto che ho anche vinto gli Europei ed i World Games.
Quanto è pesato nella tua carriera l’essere partito da una cittadina come Manduria?
Sicuramente parecchio, vista la carenza di impianti sportivi... pensa che nel mio comune soltanto ora si sta costruendo una pista di pattinaggio, per cui i primi anni ero costretto a fare su e giu tra Taranto, Lecce e Grottaglie per potermi allenare e questa storia è continuata in parte anche quando, per perfezionarmi dal punto di vista tecnico-tattico, a 14 anni mi sono tesserato per una società di Siracusa. Successivamente la musica é cambiata ma ho dovuto trasferirmi prima a Cosenza e poi a L’Aquila.
Essendo padre di due piccoli pattinatori, mi viene spontaneo chiederti qual è stato il ruolo dei
tuoi genitori nella tua carriera?
La dedica a mio padre del nono titolo iridato non é scaturita a caso. Da quando è scomparso, due anni fa mentre ero impegnato nel mondiale, durante ogni gara il mio pensiero é rivolto costantemente a lui, dal momento in cui mi posiziono sulla linea di partenza e sino al traguardo. II ruolo dei genitori é stato fondamentale quanto quello degli allenatori. Mio padre e mia madre hanno saputo stimolarmi nel modo giusto e confortarmi quando ce n’era bisogno, hanno saputo collaborare con gli stessi preparatori, pur non entrando mai nelle questioni tecnico-tattiche, hanno avuto la costanza di seguirmi e di supportarmi economicamente fino a 18 anni quando, vincendo iprimi mondiali, ho ricevuto il sostegno degli sponsor, primo tra tutti “Roces” e poi via via “Hyper”, “Eporlux” e “Finabruzzo”.
Il decimo titolo lo hai dedicato a due tuoi amori, uno vecchio e l’altro nuovo...
Per la precisione poiché ho centrato sia il titolo mondiale che il nuovo record, ho ritenuto opportuno
fare una doppia dedica senza meglio specificare a chi l’una e a chi l’altra... per me hanno lo stesso valore ma i destinatari potrebbero pensarla diversamente... Parlo del “Gruppo Rotellistico Manduria”, la mia prima società dove sono nato e cresciuto fino ai 14 anni, e la “Pattinatori Speedy Gonzales” con la quale ho appena iniziato una bella collaborazione.
Parlaci un po’ di questa nuova societá sangiorgese...
Con Massimo e Cinzia ci siamo ritrovati subito nel modo dipensare e vivere lo sport, una mentalità giovanile ed imprenditoriale avente come peculiaritá una maggiore considerazione del rapporto sport-impresa, capace di coinvolgere positivamente i mass-media e soprattutto consapevole che il vero patrimonio delle società sportive sono gli atleti, veri protagonisti della diffusione dello sport. Gli obiettivi iniziali sono di colmare un po’ di lacune tecniche che presentano soprattutto gli atleti un po’' piu grandicelli, ma soprattutto di far indossare i pattini a quanta più gente possibile, così come sto facendo anche con il “Gruppo Rotellistico Manduria”, visto che collaboro anche con loro. Ma la meta piú ambiziosa e difficile è quella di riuscire nel giro di qualche anno a far emergere altri atleti delle nostre zone cui far provare l’ebbrezza della maglia azznrra, con i benefici effetti
che ne possono derivare e poi... se sono rose fioriranno.
Cosa c’é nel tuo futuro?
Innanzitutto devo curarmi una lacerazione all’adduttore destro che mi sono procurato negli ultimi metri della prova mondiale sui 200 metri. Appena guarito mi metterò a lavorare in vista del prossimo mondiale che si svolgerà in Corea nella prima decade del settembre 2006 dove, quasi certamente, troveremo un’altra pista piatta che prevede quindi una particolare preparazione tecnica.
Dopo l’attività agonistica mi piacerebbe intraprendere una carriera dirigenziale all’interno della federazione e, magari, diventare commissario tecnico della nazionale con la speranza di partecipare ai giochi olimpici, visto che da atleta quasi sicuramente mi sara impossibile farlo, considerato che sino al 2012 la mia disciplina non può rientrarvi. La speranza é che qualche grosso sponsor si interessi al nostro sport così da partecipare almeno alle Olimpiadi del 2016, magari portandoci qualcuno di questi bambini.
In merito ai benefici del pattinaggio cosa ci vuoi dire?
Alcuni studi di carattere medico hanno evidenziato come il pattinaggio sia uno degli sport piu completi in quanto quasi tutta la muscolatura è in movimento, in particolare consente di aumentare le capacità di resistenza, velocità e coordinazione, di irrobustire e tonificare gli arti e soprattutto la colonna vertebrale evitando e correggendo i frequenti problemi dovuti alle posture scorrette sia di bambini che di adulti. Relativamente al timore di infortuni, studi statistici hanno ampiamente dimostrato come il pattinaggio sia molto meno pericoloso di altri sport più popolari quali calcio, basket, tennis, ecc., anche perché migliora il senso dell’equilibrio contribuendo a diminuire le cadute nella normale vita di ogni giorno. Ai genitori consiglio vivamente di iscrivere i bambini alla
“Pattinatori Speedy Gonzales” dove il personale, oltre adessere qualificato dal punto di vista tecnico-sportivo, lo è anche dal punto di vista pedagogico vista l’esperienza acquisita da Cinzia Frascella & Co. nella gestione dell’Asilo Nido e Scuola Materna Parificata “Speedy
Gonzales”.
Allora ti vedremo sempre più spesso a San Giorgio?
Certamente si, anche perchè ho apprezzato veramente “molto” il personale della scuola materna...
Luciano Lazzaro
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