Non è semplice raccontare le emozioni che si provano durante le interviste con dei personaggi famosi; a volte sono esaltanti ed appaganti, perché l’artista accondiscende alle tue domande, a volte deludenti per la poca se non totale mancanza di disponibilità all’intervista, ed a volte poco soddisfacenti per la mancanza di loquacità dell’artista stesso.
L’incontro con Ilir è stato davvero entusiasmante, emozionante e soddisfacente, e quando si parla di un artista così completo, le parole scaturiscono spontaneamente. Figlio d’arte di due primi ballerini del teatro dell’opera di Tirana, sua città natale, Ilir, fin da piccolo, guardava sua madre “volare” sul palcoscenico, incantandosi; l’amore per la danza, trasmesso dai suoi genitori, che lo portavano con se durante le lunghe prove di danza per non lasciarlo da solo, lo ha spinto ad inseguire il successo ed oggi è un ballerino professionista famoso.
La prima domanda per rompere il ghiaccio è stata:
che valore ha la danza per te?
È la vita, è tutto! Sono nato con la danza nel sangue; ho cominciato a ballare a 10 anni e sono ormai 23 anni che lavoro per la danza; un mestiere molto duro, difficile, che stanca molto fisicamente, ma mi gratifica sempre.
Qual è stata l’esperienza artistica più bella?
Tutte le esperienze che ho fatto le ricordo con piacere, a cominciare da quelle nel Teatro dell’opera di Skopje in Macedonia, dove ho lavorato per circa un anno con grandi coreografi russi e bulgari, interpretando vari ruoli solistici; anche la qualifica di primo ballerino del Teatro dell’Opera di Tirana mi ha dato soddisfazione come le bellissime esperienza in Italia. Ricordo che, dopo un tour a Gallipoli, decisi di trasferirmi, nel dicembre del 1992, in questo paese stupendo, per proseguire la mia carriera di ballerino. Mi attirava molto la televisione italiana e dopo aver sostenuto e superato un’audizione, iniziai la mia avventura televisiva prima con la “Corrida”, poi “La sai l’ultima”, “Buona domenica”, “C’è posta per te” ed “Amici”, trasmissione molto seguita ed apprezzata anche in Albania. Posso dire di ritenermi molto soddisfatto degli obiettivi raggiunti.
Qual è il ricordo più bello e più brutto della tua terra?
I ricordi più belli sono legati alla mia infanzia, quando giocavo con i miei amici e che rammento con molta emozione e nostalgia; ancora oggi mi piace parlare con i miei colleghi Kledi, Klajdi, Anbeta, Leon… della nostra infanzia, sofferente ma bella. Quelli più brutti sono legati al comunismo che non permetteva di fare tutto ciò che si desiderava: mancavano le scarpe da ballo e si studiava un po’ dove capitava, dove non c’erano specchi, sbarre ed alla fine ti facevano male i piedi per i chiodi ed i vetri per terra. Ancora ricordo quando lavavo il viso con l’acqua fredda d’inverno perché mancava quella calda a causa della nostra e di tutta l’Albania, precaria situazione economica. Come fare a non pensare ai miei genitori che tentavano in tutti i modi di procurarsi il cibo ed i vestiti! Non finirò mai di ringraziali per tutto quello che hanno fatto!
Abbiamo letto dai giornali, che sei molto amico di Kledi. Che cos’è l’amicizia e che valore dai, visto che, in questo caso, siete due colleghi ballerini albanesi?
Ci conoscevamo già in Albania; frequentavamo la stessa Accademia e quando terminai gli studi di danza, Kledi uscì l’anno successivo. Tra noi c’era molta confidenza ed uscivamo insieme con altri colleghi nel tempo libero. Dopo, con le varie esperienze diverse, la carriera ci ha separati, ma, durante le audizioni nel 2000 per “Buona domenica”, ci siamo incontrati sulle scale ed abbracciati calorosamente. Per noi albanesi, l’amicizia è un valore affettivo molto importante e ricco di significato. Per l’amicizia facciamo tutto e tu, Davide, che sei albanese, lo puoi confermare. Stimo molto Kledi e sono contento del suo enorme successo.
Che cosa rappresenta per te il condottiero Skanderbeg?
Tutti gli albanesi sono orgogliosi del condottiero nazionale. Anche in Italia è abbastanza conosciuto, vista la sua venuta durante il regno di Ferdinando. Oggi Roma conserva una sua statua alta circa 8 metri proprio al centro della piazza intitolata a suo nome, ma so che anche il vostro paese ha origini albanesi.
Nel ringraziarlo per averci concesso quest’intervista, Ilir manda un saluto a tutti i lettori e si augura prossimamente di poter “danzare in Armonia” per tutti noi.
Ndoj Davide
|