LA NOSTRA INTERVISTA IN ESCLUSIVA A:
ANDREA DIANETTI

Ciao Andrea. Vogliamo ripercorrere insieme ai nostri lettori, gli inizi della tua carriera?
Ho studiato molti anni nella scuola “Solo Arte” dove ho studiato danza con Fabio Giorgi e recitazione con Alessandra De Pascalis, una professionista che ha studiato con Proietti di cui ora è uscito il suo primo cd con il nome d’arte di “Ariele”. Per anni sono stato preso solo dallo studio, ignorando amicizie e divertimenti (spero sia servito...) poi un giorno per caso mio nonno mi spinse a tentare il provino di “Amici” e...di colpo ero dentro la scuola; dopo la trasmissione, una serie d’impegni artistici hanno occupato tutto il mio tempo: due mesi a buona domenica, il tour con sky, la tourneè estiva con il musical Lungomare, varie serate per l’Italia, poi il mio fi glioletto (il mio “One man show” intendo) una particina in un fi lm di Peter Marcias e poi la tourneè invernale di Lungomare...questo tutto in un anno, da non credere!
Quanto ha influito la tua partecipazione ad “Amici” trasmissione televisiva di Canale 5, alla tua affermazione professionale?
Come ho detto prima, dopo la trasmissione televisiva ho avuto un anno ricco d’im- pegni artistici e di certo non mi sarei trovato a 18 anni in diretta su canale 5, e non avrei avuto tante opportunità! ma come tutte le cose hanno varie sfaccettature, anche “Amici” ha i suoi pro e contro: molti addetti ai lavori (registi autori etc..) sono prevenuti e non vedono di buon occhio co- loro che hanno partecipato alla trasmissione (nella finale di quest’anno Maria De Filippi ha dichiarato che Anbeta non era stata presa alla Scala di Milano perché era apparsa in televisione); questa è una gran verità e sbagliano, ve lo assicuro...
Come hai capito che la tua strada era il teatro?
Sin da piccolo adoravo essere in primo piano, mi bastavano una sedia ed un cappello ed intrattenevo per ore gli amici con battute e sketch. Il mio mondo è lo spettacolo, il trasmettere al pubblico le mie emozioni; amo la recitazione, amo questo mondo dove devi “convincerti per poi convincere”! (Renato Zero)
Nella tua carriera ti sei cimentato in ruoli comici e drammatici, secondo te è più facile fare ridere o far commuovere?
Preferirei dire più vero o meno vero, anziché facile o meno facile. L’attore deve cre- dere nelle proprie emozioni per trasmetterle con verità e attendibilità al pubblico. Ogni attore trova poi dei mezzi più adatti a se stesso... (personalmente mi scaturisce più facile la battuta) anche se ultimamente mi sto ricredendo.
C’è un attore che t’ispira maggiormente?
Bè, io sono, forse come molti, ispirato da attori di vecchia data, come Gasman i dolci occhi espressivi come nessun altro di Aldo Fabbrizzi! Ma di sicuro vedo come gran maestro un Gigi Proietti, e la comicità facciale di un Cristian De sica.
Fra le tante cose che hai fatto, cosa ti ha dato più soddisfazione?
Il mio primo spettacolo “One man show”. Non capita a tutti di realizzarlo a 19 anni! Ne sono orgoglioso e veramente estasiato di ripresentarlo a Roma il 6 Maggio, al Teatro Orione.
Che ruoli ti piacerebbe interpretare in futuro?
Attualmente mi piacerebbe interpretare un bel ruolo cinematografi co, un ruolo che possa farmi cimentare in vari aspetti interpretativi! Adoro distruggermi per creare... l’istinto masochista degli attori!
Faresti cinema e televisione?
Assolutamente si!! Come si dice a Roma: “n’se butta via niente!”
Come sta andando il lavoro nel musical Lungomare?
Devo essere sincero non mi aspettavo un così grosso successo, sopratutto al nord; tutti avevamo timore che il romano non fosse accettato dal pubblico mi- lanese o torinese, tanto meno dal veneto!! Con grande sorpresa, il musical ha conseguito un tale successo che abbiamo battuto alcuni grandi artisti, di cui non farò nome. hihihihi!!
Qual è il tuo ruolo?
Il mio ruolo si chiama non a caso Andrea, è il classico ragazzo che vuole emergere, fallendo miseramente con fi guracce e risate da parte dei suoi colleghi! (se devo essere sincero me lo sono un pò personalizzato questo personaggio!!) È un tipo permaloso, e poco fedele o meglio ama scherzare con altre ragazze, prendendo schiaffo- ni dalla sua per tutto lo spettacolo!
Parlaci invece, del tuo spettacolo, scritto e diretto da te.
Che dire, è nato tutto per caso. In una serata di benefi cenza, il comune mi lasciava totale libertà e tempo ad oltranza per lo spettacolo nel teatro “4 mori” e così mi venne l’idea di trascorrere tante notti in bianco per scrivere tutto ciò che credevo facesse ridere, aggiunsi 4 ballerine professioniste (tra cui mia sorella) 5 canzoni e nacque: “zitto sa... o non ti televoto!” Un One man show comico e brillante sullo spettacolo e la televisione, con musiche e ballerine. Si replica a Roma il 6 maggio nella versione 2.0, con una chicca particolare... e un secondo tempo ancora più ric- co! Una parte dell’incasso andrà devoluto in benefi cenza...lo so..è più forte di me!
Per la gioia delle tue fans, attualmente sei fi danzato?
I colleghi dicono di non rispondere mai a questa domanda...e io mi limito ad un semplice “no comment”!
Un saluto particolare in romanesco ai nostri lettori.
Come direbbero dalle mie parti: A pischè...s’ari beccamo ar teatro!
Davide Ndoj

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