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2 POESIE DEL GIORNALE ARMONIA |
MAMMA PAROLA D'AMORE Mamma,il tempo chiede asilo
allo stupore delle tue pupille
e l ’alfabeto attinge
alla ricchezza dei tuoi vezzeggiativi.
Mamma,tu detieni le chiavi
del sole inesauribile,
anche quando,nuvole di pianto
solcano il tuo viso
e la casa sprofonda in una nebbia di
silenzio.
Mamma,mi donasti un ’ infanzia
di pane fragrante,di acqua di fonte,
di uve passite al sole del sud.
Serbo ancora,intatta,l ’innocenza
che in giorni lontani plasmasti con le
tue mani
avvezze a scalare montagne di fatica.
Mani abili a cucire cieli
per i nostri aquiloni di fanciulle,
per i nostri saltelli alla campana,
nei meriggi assolati,di controra.
Mamma,riaf fiora dal video dei
ricordi,
il profumo di mirto dei tuoi bucati,
quel candore di percalle e di vigogna
di cui il mio Dash ultrabianco si
vergogna.
«BR » Tu sai di ninne--nanne e di
carezze
di inverni col braciere e di certezze,
di camiciole di tiepida flanella
per rendermi l ’infanzia ancor più
bella.
Mamma,sei quell ’albero frondoso
che agli affanni della vita dà riposo,
e nulla chiede,nulla per sé spera,
solo un sorriso,solo una preghiera.
Mamma,parola d ’amore,
sia se detta dal labbro di un bimbo,
sia se detta da un vecchio che muore.
Quale meravigliosa alchimia il cuore
infiamma
ogni volta che un figlio chiama,
MAMMA. |
INNO ALLA MIA TERRA Cavaliere errante
lontano dalla tua terra
qui facesti meta
con onore e virtù,
San Giorgio il tuo nome fù.
Paese mio
dal Belvedere la mia vista spazia
intorno a te quanta grazia.
Soave la campagna che ti circonda
con i tuoi vigneti calienti e uliveti secolari
specchianti sul tuo piccolo mare vicino.
Terra mia Terra,
sul tuo dolce declinare
di speranza e di passione
canto per te
per la tua gente operosa e sincera.
Terra mia Terra,
forgiata dal duro e continuo lavoro dei contadini,
ricchi della propria umiltà e semplicità.
Nel ventre del tuo declivio
cave trasudate dal tempo
e sbiadita l’immagine
di uomini dai volti scolpiti,
retaggio di antica fatica.
Devozione e Fede
nel tempio dello spirito,
da secoli
culto di intere generazioni.
Nella tua fonte battesimale
O Maria Santissima del Popolo
in mè si permeò la tua luce
e ti ritrovo nel ricordo
in questo inno
della mia terra natia.
Paese mio
il sogno viene da lassù
dai nostri avi di un tempo che fù
Gloria, gloria a loro
per il nostro presente,
come a noi per il domani che verrà.
Paese mio
corri, corri, tuo è il futuro
con la tua gioventù,
splende la tua stella lassù
riflessa nell’amore e nella virtù.
Paese mio
corri, corri sempre di più
nella tecno-era che ti trasformerà
la tua storia
sempre più bella sarà. |
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